Busalla, il Rio Migliarese “cambia pelle” e mette al sicuro il paese: maxi opera da 9,7 milioni verso il traguardo

Il cantiere di messa in sicurezza del Rio Migliarese entra nella fase finale: investimento complessivo da 9,7 milioni in tre lotti, con il terzo (4,8 milioni) previsto in chiusura entro settembre 2026. Obiettivo: ridurre il rischio di esondazioni nel centro abitato e adeguare l’alveo a piene duecentennali. Previsti ampliamento della sezione, rimozione del tombamento, nuovi argini e indennizzi per residenti e attività coinvolte

Busalla vede la fine del tunnel su uno dei cantieri più delicati e attesi della Valle Scrivia: la messa in sicurezza idraulica del Rio Migliarese, un intervento complessivo da 9,7 milioni di euro che punta a proteggere il centro abitato, già segnato in passato da esondazioni e allagamenti pesanti. Il sopralluogo di oggi nel cantiere di piazza Garibaldi è stato l’occasione per fare il punto sull’ultima fase dei lavori, alla presenza del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, dell’assessore alla Difesa del suolo e Protezione civile Giacomo Raul Giampedrone, dell’assessore allo Sviluppo economico Alessio Piana e del sindaco di Busalla Loris Maieron.

Tre lotti, un’unica regia: i primi due già chiusi, ora la volata finale
L’intervento sul Rio Migliarese è stato suddiviso in tre lotti funzionali. I primi due sono già stati portati a termine: il primo lotto è stato concluso nel 2022, il secondo nel 2024. Adesso è in corso il terzo e ultimo lotto, del valore di 4,8 milioni di euro, con chiusura prevista entro settembre 2026.
Ed è proprio questo terzo lotto a rappresentare la parte “decisiva” del progetto: quella che completa la trasformazione del rio nel tratto più urbano e sensibile, dove il corso d’acqua incrocia la vita quotidiana del paese.

Cosa si fa nel terzo lotto: più spazio al rio, via il tombamento, argini ricostruiti
Nel dettaglio, la fase finale prevede:
- ampliamento della sezione del rio, per aumentare la capacità di deflusso;
- rimozione del tombamento, cioè la copertura che nel tempo ha “chiuso” il corso d’acqua in un tratto delicatissimo;
- ricostruzione degli argini, con l’obiettivo dichiarato di adeguare l’opera alla portata duecentennale, cioè a piene che statisticamente possono verificarsi anche in scenari estremi.
Tradotto in termini pratici: più spazio e più capacità di scorrimento significano meno pressione sul centro abitato quando arrivano piogge intense e piene improvvise, con il fine di ridurre in modo significativo il rischio idraulico.
La demolizione della palazzina “sul rio”: un passaggio obbligato
C’è anche un punto che racconta quanto il cantiere sia stato complesso: per completare la messa in sicurezza si è resa necessaria la demolizione della palazzina di piazza Colombo 6, costruita direttamente sul corso del rio e considerata incompatibile con le nuove opere. È un intervento che pesa non solo sul piano tecnico, ma anche sociale e amministrativo: significa gestire spostamenti, indennizzi, tempi e impatti su residenti e attività.
Indennizzi e tutela: circa 500mila euro per dieci unità immobiliari
Per accompagnare i lavori e tutelare cittadini e attività economiche coinvolte, Regione Liguria ha attivato due Programmi regionali di intervento strategico, entrambi conclusi. Complessivamente sono state indennizzate dieci unità immobiliari (tra residenti e attività commerciali) per un importo totale di 499.650 euro, cioè circa 500mila euro.
È un capitolo spesso poco visibile, ma fondamentale: senza una gestione ordinata delle compensazioni e delle ricollocazioni, cantieri di questo tipo rischiano di trasformarsi in conflitti permanenti, rallentamenti e contenziosi.
Bucci: “Chiudere entro settembre, prima della stagione autunnale”
Il presidente Bucci ha inquadrato il cantiere come una messa in sicurezza “storica” per Busalla, indicando la priorità del cronoprogramma: “Il primo e il secondo sono già stati conclusi e l’obiettivo è completare il terzo entro settembre, in tempo per la stagione autunnale e prima dell’inizio della prossima fase di lavori sull’autostrada, quando questa strada diventerà centrale per la viabilità”.
Nel suo intervento, Bucci ha insistito sul concetto di prevenzione: opere strutturali per ridurre il rischio e aumentare la resilienza del territorio davanti a eventi meteorologici estremi, con interventi che mirano a migliorare la capacità di deflusso e a gestire scenari di piena importanti.
Giampedrone: “Prevenzione prima dell’emergenza, qui lavoro ad alta complessità”
L’assessore Giampedrone ha definito l’intervento un esempio di “come si deve lavorare per il bene della comunità”, sottolineando che investire in tempi ordinari è decisivo: “È fondamentale farlo in tempi ordinari, non solo in emergenza”. Ha ricordato anche la complessità del progetto: rivi che attraversavano il centro abitato, la necessità di ricorrere a strumenti specifici per gestire l’abbattimento di un edificio e il fatto che il primo lotto insistesse sulla principale arteria stradale del paese.
Il messaggio politico è chiaro: la sicurezza del territorio, in Liguria, si gioca sulla capacità di coordinare enti, progettisti e cantieri, senza fermarsi alle dichiarazioni e arrivando alla fine dei lavori.
Non solo rio: nel pacchetto anche un parcheggio di interscambio
Il sopralluogo è stato anche l’occasione per richiamare un altro intervento ritenuto strategico per Busalla: il parcheggio di interscambio, finanziato da Regione Liguria con Fondo strategico 2025 per la parte infrastrutturale. L’idea è legare la messa in sicurezza idraulica a una visione più ampia di riqualificazione e accessibilità, con ricadute attese anche sull’economia della vallata, una volta chiuso un cantiere che per mesi ha inevitabilmente condizionato l’area.
La scadenza che conta: settembre 2026
Il punto, adesso, è uno: arrivare davvero alla chiusura del terzo lotto entro settembre 2026. Perché la messa in sicurezza idraulica non è un intervento “da vetrina”: è una di quelle opere che si giudicano quando piove forte, quando i rivi salgono, quando la città deve reggere senza finire sott’acqua.
E Busalla, dopo anni di paura e danni, vuole un risultato semplice e concreto: non dover più contare i giorni di pioggia come una minaccia.
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